CORSO DI SCRITTURA NOIOSA

6505b8b4906feb306f72c00be63218cd_orig   Voglio invitarti al mio corso di scrittura noiosa. E mi devi anche ringraziare, perché ti sottraggo con questo ai tanti corsi di scrittura creativa senza capo né piedi. Perchè un corso di scrittura creativa è la ripetizione di un concetto senza senso. Come e cos’altro dovrebbe essere la scrittura se non un atto di creazione?

   Allora di seguito ti elenco le materie del mio corso di scrittura noiosa.

1) Deprimere il lettore con le tue idee sull’amore. Come far impazzire un innocente trasformando la tua vita in romanzo;

2) Trovare lo stile per rovinare un’ora altrui con particolari dettagliati della vita tua;

3) Raccontare senza ritegno i tuoi sogni notturni come se avessero un significato generale per altri oltre che te e il tuo analista;

4) Affermare certezze sul senso della vita come se esistessero in natura

(questa materia molto importante la ritroviamo anche nella sezione: scrivere un saggio pieno di stronzate, arricchito da citazioni di autori celebri e inconsapevoli in quanto morti dell’uso improprio che stai facendo delle loro parole);

5) Stabilire che esista un senso estetico basato sul metro di chi tiene il corso.

6) Trovare nessi tra occhi e fontane come se un Rodari nascesse ogni giorno e oltretutto in un corso di scrittura e non in una scuola elementare (questa, cercando qua e là su google, la capirai in ritardo ma ti piacerà).

7) Distruggere un progetto narrativo con schemi prefissati sulla scrittura;

8) Tecnica della scrittura con parole a caso rubate ad altri;

9) Uccidere il prossimo con un romanzo psicologico come fosse un proiettile o un veleno potente;

10) Fingere la conoscenza dei segreti di illustri autori per rimediare un cocktail o un appuntamento con sprovveduti, talvolta anche ospitalità per una settimana.

C’è infine un sottociclo di lezioni su come tartassare amici e conoscenti per convincerli che sei Proust, ma solo per il tempo perduto, e ricavarne un giudizio positivo che ti farà sentire autorizzato a rompere i coglioni al mondo intero.

Se superi anche il sottociclo giuro che ti metto in contatto con il nigeriano che deve incassare un’eredità da un milione di dollari in Nigeria ma non può tornarci e allora se tu gli anticipi diecimila dollari per le spese legali poi lui divide il milione con te. Perchè quel signore è il vero genio creativo del nostro tempo e saprà darti consigli utili, anche perché ha una mailing list da paura.

   Si lo so, adesso per buonismo devo dire che non tutti i corsi di scrittura creativa sono uguali. Ed è vero infatti che alcuni servono.

Ci sono quelli gratuiti, per cominciare, che già ti evitano di pensare che quel cialtrone che li tiene e del quale non hai mai letto niente d’interessante pubblicato in giro lo faccia soltanto per fottersi un po’ di soldi.

Poi ci sono corsi che insegnano a chi parla altre lingue e un italiano basico a raccontare usando la lingua “sporcata” come risorsa voluta e non come errore.

Altri corsi importanti sono quelli che permettono a persone in situazione di disagio comportamentale di raccontare storie per ricostruire pezzi della loro vita altrimenti in frantumi. Nelle carceri o in altre istituzioni totali questi corsi permettono o permetterebbero di ricucire come un tutto organico pezzi di esistenze alla deriva.

Basta però, fine dell’utilità dei corsi di scrittura.

   Scrivere è bellissimo e la tecnologia digitale permette a tutti di avere un proprio spazio, a differenza di qualche anno fa che c’era solo la tua cameretta e qualche amico paziente.

   Il problema è che scrive così tanta gente che aumenta a dismisura lo scetticismo quando qualcuno richiede attenzione sui suoi racconti. Non legge più nessuno e tutti scrivono. E’ insopportabile. Sembra banale ma l’unica scuola vera per imparare le tecniche del romanzo e provare a sviluppare le proprie è leggere, leggere, leggere.

   Certo che puoi imparare a scrivere meglio ma il punto vero è: hai cose interessanti da raccontare e un modo originale per raccontarle? Tutto qua. Nessuno può insegnarti a essere bravo, mettitelo in testa.

   Georges Simenon, anche dopo notti passate ad ubriacarsi e a sporcellare, tutte le mattine alle sette sedeva dinanzi alla macchina da scrivere e tirava fuori almeno una ventina di pagine. Una mattina ha scoperto che non aveva più niente da dire e ha smesso. Tutto qua. Siccome era un grande scrittore nessuno ha dovuto dirglielo, se ne è accorto da solo. Lode al genio. Quanti di noi si avvicinano soltanto in lontananza a quel genio della trasposizione in romanzo della vita quotidiana che è stato Simenon?

   Anni fa partecipai a un dibattito sulle possibilità comunicative del mezzo digitale, in quel caso una webradio. Mi chiedevano consigli su come proporre racconti e informazione. Spiegai che un racconto e un articolo devono avere una struttura forte anche se parlano di fatti minimali della vita. Mi risposero che non era più così importante l’organizzazione redazionale e interna al racconto perché col digitale diventare proprietari del mezzo di trasmissione era ormai alla portata di tutti. Replicai che, si, d’accordo, il mezzo ora è tuo, ma cosa dici? Litigammo per ore e alla fine lasciai perdere quando fu chiaro che quel tipo di comunicazione richiesta prescindeva dall’interlocutore, affanculo De Saussure e tutto il cucuzzaro.

 285px-The.Matrix.glmatrix.3  Mia figlia più grande a sette anni aveva inventato un codice, semplice ma ingegnoso per l’età, lo fanno molti bambini: sostituiva i numeri alle lettere e li aumentava di uno. Quindi A era 2, B era 3 e così via. Mi disse che così poteva conservare i suoi segreti. L’anno successivo decise che in fondo quei segreti sarebbero stati più importanti se comunicati a qualcuno che poi doveva conservarli segreti. Così costrinse la sorella più piccola a imparare il suo codice. Si era resa conto che se nessuno era in grado di capire il suo codice quello che scriveva aveva senso soltanto per lei senza effetto sugli altri. Questa è l’unica lezione di cui la scrittura ha bisogno se vuoi scrivere per interessare gli altri: crea un tuo codice e racconta una storia interessante per un numero di persone maggiore di quelli che passano per il soggiorno di casa tua.

   In alternativa smetti comunque di spaccare le palle a tutti noi con i tuoi atteggiamenti da genio incompreso. Con molto Rancore.

Precedente RANCORI Successivo RECENSITE IL RECENSORE

Lascia un commento

*